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Seminario Nazionale di Ricerca in Didattica della Matematica "Giovanni Prodi" (Edizione 2017)
Inserito il 10 gennaio 2017 alle 18:21:00 da morin. IT - Centro Morin

Seminario Nazionale di Ricerca in Didattica della Matematica "Giovanni Prodi" (Edizione 2017)

Tecnologie per la didattica ed educazione matematica con le tecnologie: dialogo tra prospettive di ricerca nell’era digitale

RIMINI 23 – 25 febbraio 2017

scheda di prenotazione (da inviare entro il 23 gennaio 2017)



Seminario Nazionale di Ricerca in Didattica della Matematica "Giovanni Prodi" (Edizione 2017)

Tecnologie per la didattica ed educazione matematica con le tecnologie: dialogo tra prospettive di ricerca nell’era digitale

RIMINI 23 – 25 febbraio 2017

Eleonora Faggiano*, Antonella Montone*, Pier Giuseppe Rossi** *Dipartimento di Matematica - Università degli Studi di Bari Aldo Moro **Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo - Università di Macerata L’ambito più generale in cui il Seminario si inquadra è quello dell’utilizzo delle tecnologie nella didattica della matematica, sia dal punto di vista della ricerca, che da quello delle ricadute nelle classi e nella formazione degli insegnanti. Due prospettive di ricerca tra loro intrecciate, quella delle tecnologie per la didattica e quella dell’insegnamento-apprendimento della matematica con l’uso delle tecnologie, saranno presentate e confrontate allo scopo di comprendere se e come possano dialogare. Sarà in particolare analizzato l’impatto delle nuove tecnologie digitali sul processo di apprendimento-insegnamento. Il termine “mediazione” sarà, inoltre, al centro della discussione e si cercherà di metterne in relazione le varie interpretazioni. Alla base della trattazione si porrà il concetto di strumento1-tecnologico come mediatore tra il soggetto e l’altro (processi comunicativi e interattivi), tra soggetto e ambiente (processi trasformativi), tra soggetto e se stesso (processi riflessivi) ben sapendo che i tre processi sono presenti/sovrapposti sincronicamente e diacronicamente nella stessa azione didattica. I riferimenti teorici del lavoro sono costituiti dalla teoria della mediazione didattica che, prendendo avvio da Piaget (1981) e Bruner (1968), è sviluppata in Italia da Damiano (Damiano, 2013; Rossi et al., 2013; Rossi, 2016a), dalla Teoria della Mediazione Semiotica (Bartolini Bussi & Mariotti, 2008), nonché alcuni aspetti dell’embodied cognition (relativi alla ricerca in didattica della matematica: Nuñéz et al., 1999; Lakoff & Nuñéz, 2000; in generale: Varela et al., 1991; Lakoff & Johnson, 1999), presenti anche nelle ricerche sulla didattica enattiva (Rossi, 2011; Proulx & Simmt, 2013). L’analisi di alcuni specifici esempi permetterà di delineare, oltre che alcune delle problematiche di punta degli studi sull’uso delle tecnologie, anche i problemi che, in alcuni casi, hanno richiesto un cambiamento di approccio e quelli tutt’oggi aperti. Nella prima parte del Seminario si analizzeranno alcuni esempi di ambienti di apprendimento cooperativi web-based per la matematica (Faggiano & Roselli, 2005; Faggiano et al, 2007; Slavin, 1990; Sthal, 2002). Si espliciteranno le ragioni che, a partire dagli anni novanta, hanno portato a un notevole dispiegarsi di forze verso la progettazione, la realizzazione e l’analisi dell’efficacia di sistemi di apprendimento basati sull’uso delle emergenti tecnologie di rete (Duffy & Cunningham, 1996; Wenger, 1998) e i motivi per cui tali ricerche hanno coinvolto anche l’ambito matematico (Johnson & Johnson, 1990; Davidson, 1990). Infine, si sottolineeranno gli aspetti che oggi si ritengono superati e quelli che forse potrebbero essere ancora approfonditi, seppur con approcci differenti. Ci si soffermerà, da un lato, sulle ragioni che hanno portato a spostare il nostro interesse verso l’uso (“sensato”, nel senso espresso da Domingo Paola, in Paola, 2001) di specifici software didattici per la matematica al centro delle ricerche internazionali (Balacheff & Kaput, 1996), come ad esempio 1 Per il significato di questo termine si faccia riferimento a Rabardel (1995). Seminario Nazionale di Ricerca in Didattica della Matematica Rimini 2017 gli ambienti di geometria dinamica (Laborde & Laborde, 1995), e dall’altro, sulla trasformazione di ambienti, un tempo utilizzati prevalentemente nella formazione a distanza, per processi blended e come supporto alla didattica in aula. Si analizzerà anche se l’uso di ambienti di apprendimento possa svolgere la funzione di mediatore tra il docente/studente e la struttura del percorso didattico, tenendo conto che la complessità dell’aula richiede una progettazione didattica esplicita (Mor e Craft, 2012; Dalziel et al., 2013; Goodyear e Dimitriadis, 2013; Conole, 2013; Laurillard, 2014) e l’artefatto digitale rende esplicita la progettazione didattica sia a livello macro (curricolo e modulo), sia a livello micro (sessione di lavoro) (Rossi et al., 2013; 2016b). Lo strumento tecnologico diviene in questo caso un aggregatore che con la sua struttura mostra la logica del percorso e svolge un ruolo di orientamento e accompagnamento dello studente nella costruzione di senso (Rossi et al., 2013). Nella seconda parte del Seminario l’attenzione sarà rivolta all’uso di strumenti tecnologici come mediatori all’interno del singolo processo di insegnamento-apprendimento e si cercherà di comprendere come possa articolarsi il processo di mediazione utilizzando i concetti di sinergia tra artefatti (Faggiano et al., 2016) e di ritmo della mediazione nella multimodalità e in un’ottica sistemica (Damiano, 2013, p. 206-209; Rossi et al., 2013, p. 273-76; 2016). L’introduzione del digitale potrebbe favorire la sinergia stessa grazie all’effetto morphing ovvero rendendo più regolare e continuo il processo di astrattizzazione/concretizzazione (Rossi, 2016a). Si presenteranno e discuteranno gli sviluppi più recenti delle ricerche svolte con allievi della Scuola Primaria per focalizzare l’attenzione sull’uso sinergico di strumenti, digitali e non, finalizzato alla costruzione di significati matematici. Si farà vedere come la Teoria della Mediazione Semiotica (Bartolini Bussi & Mariotti, 2008) possa offrire un quadro di riferimento efficace per studiare il rapporto tra l’uso di artefatti di natura diversa e la costruzione di significati matematici: in particolare, le azioni che i diversi artefatti consentono di compiere favoriscono l’emergere di una rete di significati diversi che offre una base ricca per la costruzione di significati complessi. In accordo con il modello di ciclo didattico si mostrerà come, nel passaggio da artefatti manipolativi ad artefatti virtuali e viceversa, si sviluppi tra di essi una sinergia tale che gli uni integrino le potenzialità degli altri (Faggiano et al., 2016). Inoltre, partendo dalla definizione delle tecnologie come mediatori nell’azione e nei processi di costruzione di conoscenza, si indagherà in che modo le tecnologie digitali stiano in questa fase modificando i processi di mediazione. La terza parte ed ultima parte affronterà gli argomenti precedenti focalizzando l’attenzione sull’insegnamento e sulla formazione degli insegnanti, guardando in particolare alle concezioni e alle pratiche degli insegnanti in relazione all’utilizzo delle tecnologie nell’azione didattica (Faggiano, 2009; Faggiano et al., 2015), anche con riferimento a studi nazionali ed internazionali in merito (Laborde, 2001; Gueudet & Trouche, 2012; Rossi, 2009). Si prenderà in considerazione il problema della integrazione delle tecnologie nella pratica della classe, mettendo a fuoco, secondo diverse prospettive, il ruolo svolto dall’insegnante nel processo di mediazione in presenza delle tecnologie (Mariotti, 2009; 2013). Si cercherà di delineare alcuni principi guida per promuovere nell’insegnante una riflessione a livello meta su come utilizzare lo strumento tecnologico in classe, ovvero sulle potenzialità didattiche e i limiti dello strumento. Alla luce del lavoro svolto, che ha richiesto una lunga e complessa operazione di condivisione di linguaggi e significati, si concluderà proponendo una riflessione dei relatori sul ruolo dell’insegnante, nelle sue diverse accezioni, tenendo conto anche di come sia cambiata negli ultimi anni, e continui a cambiare nell’era digitale, la professionalità docente, in generale, e in particolare in situazioni d’apprendimento tecnologicamente ricche.


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